inizia la formazione di #FARECOSE

Questa mattina abbiamo incontrato i tre progetti selezionati dalla call #farecose: Ludopark della Cooperativa Sociale Armonia, l’ostello dell’Officina Antagonisti Melle, Smart dell’associazione B612 Lab.
Il percorso prevede 60 ore di formazione con professionisti del settore ed ha come obiettivo l’accompagnamento dei soggetti vincitori alla realizzazione dell’idea e alla sua sostenibilità, in un’ottica di valorizzazione e sviluppo del polo socio – culturale di Saluzzo e del territorio circostante, attraverso attività di innovazione culturale ad impatto sociale.

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#FARE COSE

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una call per sviluppare progetti culturali nel nuovo polo socio-culturale di Saluzzo.

Nell’ambito del progetto Alcotra Interreg #com.viso che ha come obiettivo la sperimentazione di azioni per lo sviluppo di comunità, lo scorso anno è stato avviato a Saluzzo, in collaborazione con Hangar Piemonte, un percorso di formazione gratuita chiamato HangarLab: incontri e workshop per avvicinare gli operatori culturali ad un approccio imprenditoriale, trasferire strumenti operativi e sviluppare il proprio potenziale. Alla formazione hanno partecipato oltre quaranta giovani che hanno seguito 25 ore tra lezioni e laboratori condotti da professionisti nazionali dell’innovazione sociale.

A distanza di un anno, il 29 luglio è stata aperta la Call #FARECOSE, un invito pubblico per la selezione di 3 idee d’impresa che usufruiranno di un servizio di accompagnamento allo sviluppo di nuove idee imprenditoriali o progettuali con l’obiettivo di favorire: lo sviluppo delle organizzazioni attive nel campo culturale e sociale; le capacità manageriali in ambito culturale e sociale; la capacità di analisi critica dei problemi. Il bando è aperto a progettualità ancora da avviare oppure progettualità già avviate che necessitino di consolidarsi, ma devono avere come obiettivo lo sviluppo del polo socio – culturale della ex caserma Mario Musso di Saluzzo e del territorio saluzzese attraverso attività di innovazione culturale ad impatto sociale. Possono partecipare privati singoli o associati oltre ai gruppi formali ed informali.

I progetti selezionati saranno seguiti nel loro sviluppo da un team di esperti nazionali attraverso un programma di incontri periodici presso la sede della Fondazione Amleto Bertoni e verteranno temi quali: project management, comunicazione strategica, fundraising e organizzazione.

Per candidare la propria idea c’è tempo fino alle ore 13.00 del 16 settembre 2019 ed è possibile trovare tutte le informazioni utili sul sito della Fondazione Amleto Bertoni.

FRAGILI: indagine sul contesto

Interviste Sindaci e Amministrazioni Comunali Valle Varaita
per il progetto #COM.VISO (SOGGETTI FRAGILI) – Maggio 2018

Bassa Valle-Varaita: Piasco e Rossana
Media Valle-Varaita: Venasca, Isasca, Brossasco, Melle e Frassino
Alta Valle-Varaita: Sampeyre, Casteldefino, Bellino e Pontechianale

La prima fase del progetto ha come obiettivo l’analisi del territorio, incontrare le amministrazioni locali (sindaci e assessori), presentare il progetto #COM.VISO (SOGGETTI FRAGILI) e fare alcune domande di carattere informativo e capire insieme a loro i bisogni di ogni territorio sul target di riferimento.

Per soggetto fragile si intende la condizione di persona anziana o adulto in difficoltà (disabilità, dipendenza, situazione famigliare debole ..) che diviene maggiormente penalizzante nel contesto montano “quando è associata ad una collocazione abitativa decentrata rispetto ai principali centri vallivi, che aumentano le difficoltà di accesso ai servii e di isolamento sociale e relazionale” (Com.Viso/descrizione dettagliata – IT/gennaio 2017). Lo spopolamento ha concorso a rendere ancora più difficile tale condizione perché le borgate spesso si presentano vuote, con le abitazioni chiuse senza opportunità di contatti umani e di occasioni aggregative.

Si è partiti dalle informazioni sulle risorse esistenti, quindi capendo quali sono le associazioni del territorio che fanno attività, momenti socialità,quindi, gli eventi e le iniziative che aggregano la comunità e quali sono di conseguenza i luoghi di incontro. Nella seconda parte ci si è focalizzati sulle risorse che mancano, più specificatamente che cosa manca per i target fragili rispetto alle attività ai luoghi e gli spazi. L’ultima fase è l’indagine sul futuro, come aumentare il coinvolgimento delle persone fragili e cosa può fare la comunità per supportarli.

La risposta delle amministrazioni è stata positiva e interessante,il tema è molto sentito ed è emersa soprattutto la mancanza di personale e di progetti che si occupino di loro, la mancanza di risorse economiche che porta alla difficoltà nella non realizzazione di eventi o attività destinate a loro e soprattutto la difficoltà negli spostamenti in alta Valle (dalla borgata al centro paese). La mentalità chiusa, la mancata volontà dei fragili di aprirsi all’altro (la paura dell’altro), la mancanza di luoghi e di spazi di aggregazione ed il troppo benessere che porta alla mancanza di aiuto reciproco e all’idea del “fare da soli”.

Per il futuro l’idea è quella di valorizzare l’esistente, aumentare i momenti di condivisione e di aggregazione (raccogliere testimonianze sul passato,foto, video e renderle evento pubblico ), creare una trattoria sociale (sedersi ai tavoli insieme a più persone, invece che soli), valorizzare lo stare insieme organizzando semplici momenti conviviali e di socialità, ridare valore alle feste di paese adattandole ai giorni nostri a cui queste persone possano partecipare e sentirsi parte della comunità .