Riso&Sale, la dodicesima.

P1390240

Ci diamo appuntamento alle 9.30 a Brossasco. I tre furgoni nove posti sono già sul piazzale. Silvana e Lucrezia distribuiscono ordini in scioltezza e la truppa di educatori, volontari e autisti accoglie le direttive. Nell’arco di dieci minuti siamo pronti a partire. Teresa, Gabriella e gli atri prendono posto e si parte. Lungo la salita verso il colle dell’Agnello tiriamo su altri partecipanti. Francis e prende posto nella fila di mezzo e non serve molto per fargli raccontare la sua gioventù da Marsigliese e gli ultimi anni vissuti in valle quando è tornato. Anche Gabriella è un fiume: gli studi a Savona, gli amori a Milano e la bella Torino. Salgo e scendo dai tre furgoni per fare amicizia e presentarmi. E’ importante quando si fanno le riprese e si vogliono raccogliere immagini spontanee. Man mano che si sale l’atmosfera si fa festosa. Vorremmo anche scendere per fare la foto di rito al confine, ma c’è troppo vento. E come al solito dal versante italiano salgono rapide le nuvole, mentre il cielo di quello francese è ancora terso. “L’avete messa la crema?” Certo Silvana. Arrivati al rifugio ci accoglie la delegazione di francesi con fisarmonica e foulard tricolori al collo. “Mi raccomando, niente pastis all’aperitivo!” Certo Silvana. Quasi tutti approvano tranne alcuni per cui è davvero impossibile resistere al richiamo dell’anice in alta quota. Ma sono bravi e non si fanno vedere. Sulla balconata esposta al sole l’orchestrina prepara la mercanzia e maneggia con i cavi e gli strumenti. Escono le prime caraffe di aperitivo analcolico. A poco a poco la timidezza lascia spazio alla curiosità. Si formano dei gruppetti che dialogano in francese o italiano. Alcuni con orgoglio scelgono il patuà, simbolo vero di una prossimità che da sempre supera confini e divisioni. Arrivano i primi piatti e poi i secondi. Il sole sostiene vigoroso la giornata. Al termine del pasto i più arditi ballano e cantano. Gli altri si raccolgono attorno alle lunghe tavolate per gicare. Chi a Tresette, chi a Ramino, chi alla Dama. Qualche Genepì scivola sotto banco. Nessuno è escluso nessuno è solo. Sui sentieri del contrabbando si rinnova anche quest’anno Riso e Sale. Un format semplice che forse per questo riesce a conquistare tutti i partecipanti.

GUARDA LA GALLERY

Annunci