GIOVANI SOTTO LE STELLE

La felicità è una cosa semplice, ma non banale. Semplice, ma non banale, come un gruppo di giovani in pullman, pronti a sperimentare una notte bianca in Val Varaita.
Semplice, ma non banale, come un’inebriante frescura post temporale: il benvenuto ufficiale delle 19 a frazione Castello, sede di partenza per il Rifugio Vallanta.
Semplice, ma non banale, come una breve sosta al crepuscolo, condividendo cibo e bevande. Semplice, ma non banale, come (ri)abituare i propri occhi a una graduale oscurità. Semplice, ma non banale, come la fatica degli ultimi passi, che ti rende nuovamente consapevole dei tuoi limiti in un mondo che ci illude di averli rimossi.
Semplice, ma non banale, come il rispetto dovuto, all’arrivo, ai tanti ospiti del rifugio, già a riposare nelle loro camere mentre a Saluzzo, alla stessa ora, c’è chi si appresta appena ad uscire. Semplice, ma non banale, come una spaghettata di mezzanotte cucinata alla bell’e meglio con i fornellini a gas. Semplice, ma non banale, come condividere silenzi, sguardi e riflessioni sotto una magnifica stellata. Semplice, ma non banale, come svegliarsi alle 7: quando mai, dopo una “notte bianca”!?
Semplice, ma non banale, come rimettersi in cammino, accompagnati dalle interessanti spiegazioni di Max Pellerino, presidente di Vesulus Accompagnatori Naturalistici asd.
Semplice, ma non banale, come attraversare il magico bosco dell’Alevè, dove le tutte le sensibilità si dilatano: la vista di mille colori, l’olfatto di pino cembro, l’udito della sinfonia prodotta dai mille abitanti del bosco; tutti impegnati, dalla formica alla civetta, ad assolvere una specifica e insostituibile funzione. Semplice, ma non banale, come la squisita polenta cucinata con passione da Livo ed Elisa, abitanti/gestori del Rifugio Bagnour. 68685685_2088055004833100_6600066601561620480_o.jpgSemplice, ma non banale, come rientrare al parcheggio e dunque a Saluzzo. Ognuno alle rispettive vite quotidiane, spesso invase da ritmi frenetici e modelli di divertimento omologanti. Ma con una consapevolezza in più: quella che ci si può sentire fighissimi e felici anche sotto le stelle o in mezzo a un bosco. La natura – semplice, ma non banale – sa colmare i vuoti sempre più grandi che sentiamo e che non riusciamo più a riempire.