Appunti per una presentazione

Dobbiamo presentare il progetto al seminario annuale Alcotra previsto a Cuneo. Dobbiamo essere incisivi in cinque minuti. Brainstorming. Sintesi.

P1290277

https://drive.google.com/open?id=0B0fZXQa3RIQCTGdRaUhNdS1YVlk

[SLIDE1] PRESENTAZIONE DEL 21.09.2017 – CUNEO

durata speech: 6 minuti ca.

[SLIDE2] Da una parte e dall’altra del confine segnato dal Monviso ci sono territori similari, con problematiche similari che da oltre dieci anni cooperano per affrontare sfide comuni grazie alle iniziative progettuali Alcotra [SLIDE3]: il sostegno alla domiciliarità nelle zone di montagna, la programmazione sociale e il sostegno alle forme associative, la promozione della salute e del benessere individuale e collettivo.

[SLIDE4] #com.viso conferma la proficua collaborazione tra gli enti partner che hanno lavorato ad un progetto capace di valorizzare le esperienze precedenti.

In generale il progetto #com.viso a) [SLIDE5] vuole realizzare una strategia basata sullo sviluppo di comunità per aumentare la capacità di rispondere ai bisogni e migliorare la qualità della vita; b) [SLIDE6] vuole identificare e sperimentare modelli di innovazione (tecnologica/organizzativa/sociale) dei servizi alla persona e definire le condizioni di sostenibilità nel tempo; c) [SLIDE7] Ma soprattutto individua la figura dell’animatore sociale e di comunità come fulcro e strumento per raggiungere questi scopi, realizzare processi di empowerment e favorire la cittadinanza attiva.

Il target [SLIDE8] del progetto #com.viso sono la popolazione fragile (anziani o adulti in difficoltà) ed i giovani. Oggi parliamo dei giovani, divisi in due fasce di età: 15-19 giovanissimi / 20-30 giovani che si spostano o lasciano le comunità di riferimento per studiare o per lavorare.

Queste [SLIDE9] sono le problematiche emerse durante la ricerca preliminare relativa al progetto:

  • abuso di alcool
  • abuso di sostanze illecite
  • bullismo
  • abbandono scolastico
  • abbassamento delle ambizioni formative
  • incertezza sull’offerta e sulle opportunità del territorio

Questi [SLIDE10] invece sono i bisogni espressi:

  • aggregazione
  • capacità di iniziativa
  • apertura mentale e culturale

Questi [SLIDE11] gli obiettivi generali che ci siamo fissati:

  • creare occasioni che rendano i territori attrattivi
  • valorizzare i giovani quali attori del territorio in cui vivono

COSA SERVE PER RAGGIUNGERE GLI OBIETTIVI? [SLIDE12] Dobbiamo adottare una prospettiva che consideri alcuni elementi chiave: a) luoghi pubblici (che non esistono/che già esistono, ma che devono evolversi/che vengono immaginati) > il riferimento sono i centri culturali di matrice europea. Luoghi che vivono in sinergia con il territorio e la comunità. L’unione europea parla di luoghi di sviluppo sociale avanzato, piattaforme per la democrazia, il dialogo culturale e la diversità, motori della crescita economica e della rinascita ambientale. Ma poi c’è anche lo spazio umano. Che passa dalla b) dimensione organizzativa (fluida/informale/capace di lavorare sulle idee, sull’innovazione, sulla scoperta di talenti e raccogliere e accompagnare i giovani dall’idea al progetto), ma anche dalla capacità di c) accogliere (capacità di ascoltare /esserci/tenere aperto uno spazio/valorizzare l’imprevisto e l’incerto come elementi determinanti per la crescita personale) > in questi due aspetti si concentra l’evoluzione dell’operatore ad animatore sociale; d) formazione (verticale: operatori/giovani/attraverso cui promuovere l’acquisizione degli strumenti che consentano di progettare e condurre azioni virtuose valorizzando e capitalizzando pratiche sociali quotidiane) > il riferimento è la learning community: individui che condividono conoscenze e competenze per sostenere lo sviluppo di comunità socialmente coese e solidali; e) comunicazione (soddisfare la necessità di portare all’esterno – dal pubblico al pubblico – e dare una storia all’azione socio educativa/diffondere valori condivisi in modo trasparente) > perché comunicare significa educare alla partecipazione e quindi alla Democrazia per immaginare città differenti e giovani responsabili e cittadini consapevoli.

La parte interessante è che questa modalità ci permette di lavorare sul processo e non per i risultati [SLIDE13]. Per una volta possiamo dare valore alla dimensione immateriale del progetto. Sappiamo qual è il punto di partenza (ricognizione)/abbiamo una dimensione empirica ed un perimetro definito/condividiamo con i partner valori, strategie, dispositivi (competenza come agency). E se funziona abbiamo la possibilità di rendere questo processo trasferibile e farlo quindi diventare un metodo replicabile > La presenza dell’Università in questo senso è determinante perché non solo ci fornisce il quadro teorico, ma convalida o meno i risultati parziali in modo da ridefinire le azioni successive.

Altro aspetto determinante è che lavoriamo in controtendenza [SLIDE14]. Possiamo affermare senza clamore che il pubblico si è chiuso nei confronti dei giovani. Questa espressione rende bene l’idea del paradosso che vogliamo provare a smontare. Se il pubblico si chiude è un problema perché si perde valore sociale. Spesso si parla di gioventù come un costo e un problema. Mentre la normativa Europea le politiche giovanili devono colmare il deficit di cittadinanza. Ed è questo il cuore del progetto #com.viso: attivare percorsi animativi comunitari che coinvolgano direttamente i giovani quali portatori di esigenze, esperienze ed emozioni.Ed è ciò che proveremo a fare nei prossimi mesi.[SLIDE15]

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