JOELETTE

PANA3405

La scorsa settimana abbiamo fatto una camminata verso il Colle delle Prete. Siamo partiti da Becetto e seguito il sentiero fino alle grange che si trovano oltre il bosco. Eravamo in tanti, una ventina circa. Una giornata normale. Anche per Rosetta, che grazie alla joelette acquistata con il nostro progetto, è riuscita a partecipare alla spedizione e sorridere con noi. Ora le due joelette sono a disposizione di chiunque voglia utilizzarle per organizzare altre iniziative simili. Le trovate presso Segnavia – Porta di Valle. E ci auguriamo che siano molte!

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Torna Riso e Sale

Anche quest’anno torna RISO e SALE, l’incontro transfrontaliero sui sentieri del contrabbando giunto alla tredicesima edizione. Un evento fortemente voluto dal Consorzio Monviso Solidale e da ACSSQ partners del progetto #ALCOTRA com.viso per consolidare i rapporti di amicizia tra le Comunità che vivono ai piedi del Monviso. Appuntamento il 3 luglio alla borgata Chianale in Valle Varaita per
trascorrere insieme una giornata all’insegna della condivisione e della buona compagnia.

Il programma è ricco di novità con l’obiettivo di attrarre un nuovo pubblico. Alle ore 10, in collaborazione con la PRO LOCO di Chianale, è prevista una visita guidata del borgo e del museo del costume e dell’artigianato ubicato nell’antica chiesa dei cappuccini. Alle ore 11.30 un aperitivo con prodotti del territorio e un pranzo popolare a cura di CUCINA MOBILE: antipasti, polenta con spezzatino, dolce e bevande. A partire dalle ore 15 il borgo si anima grazie a J’AMIS DLA PIOLA, i cantori di Isasca che si esibiranno in un concerto partecipato, e alle attività de La Fabbrica Dei Suoni che per l’occasione ha previsto diverse attività: BROXOPHONE, un concerto coinvolgente di tube ed ottoni; GIOCHI DI UNA VOLTA, un vero e proprio laboratorio interattivo in cui tutti possono partecipare giocando; LABORATORIO MUSICALE, un approccio al movimento tramite l’utilizzo di musica, giochi e libere attività.

Gita a Diano Marina

Le animatrici di comunità che seguono il target #fragili della Valle Varaita hanno organizzato una gita al mare. Un momento di condivisione e di formazione insieme per i volontari che negli ultimi mesi sono stati agganciati attraverso i pomeriggi di #ludusintabula. Un gruppo di oltre 50 persone in tutto ha giovato di questa opportunità.

Riunione Volontari della Media Valle Varaita

Martedì 15 gennaio alle 18,30 si è tenuta la prima riunione operativa con le associazioni e i volontari della media valle per il progetto #com.viso.

VENASCA 15/01/2019, UFFICIO TURISTICO

Presenti:
Lucrezia G, Silvana G (CMS)
Polito Alice (proloco Venasca)
Martino Filippo (Proloco Venasca)
Bonetto Bruna (proloco Venasca)
Gianaria Giampiero (comune Venasca)
Sismonda Mattia (Fabbrica dei suoni)
Bussone Franco (volontario)
Ballatore Oscar (vigili del fuoco)
Costa Massimo (vigili del fuoco)
Bergamini Pietro (Brossasco, centro anziani)
Giusiano Domenico (Alpini Brossasco)
Oricetti Romano (Alpini Brossasco)
Lanza Luca (Alpini Brossasco)
Barra Monica (Comune Melle)
Boschero Daniele (comune Melle)
Bertoldo Cinzia (proloco Melle)
Fogliatto Marco (proloco Melle)
Gai Mauro (CRI Melle)
Boero Francesco (comune Frassino)

Assente: Comune Isasca

E’ emerso dalla platea il bisogno di trovare dei luoghi di aggregazione in cui le persone con fragilità ed i volontari si possano incontrare.
Si è ipotizzato un ciclo di pomeriggi (martedì), presso il Segnavia-Porta di Valle- (Brossasco), dove si svolgeranno attività ludico-creative con lo scopo di creare gruppo per conoscersi meglio e fare integrazione tra volontari e persone che vivono fragilità.
Questo vorrebbe essere l’inizio di un percorso che ci porterà a progettare insieme altre attività, gite, momenti di condivisione.
Gli incontri si terranno nel pomeriggio perché è un un orario adeguato per il target di persone che parteciperà.
Inoltre, la proloco di Melle, ha proposto dei laboratori di maglia e cucito, non curati da professionisti, ma da signore anziane del luogo che possano mettere in campo la loro esperienza per trasmetterla agli altri.
La Fabbrica dei suoni dà la sua disponibilità in attività legate alla musica (ad es. corsi legati all’ascolto,costruzione di strumenti musicali ecc..).
Marco Fogliatto propone un corso di Mindfulness legato alle emozioni e alcuni volontari sottolineano la loro disponibilità nei trasporti.
E’ stata una serata partecipata e attiva,conclusasi con l’accordo di tenerci in contatto per l’inizio dei laboratori al Segnavia e per qualsiasi altra iniziativa, sia da parte delle operatrici che dei volontari.

Lucrezia e Silvana

WORLD CAFE’ ALTA VALLE VARAITA – report

Il 4 ottobre alle 18,30 il Consorzio Monviso Solidale ha organizzato un apericena gratuito al Monte Nebin (Sampeyre) per approfondire le tematiche del progetto ALCOTRA #com.viso e aprire una discussione sulle strategie che possono essere messe in campo in alta Valle Varaita dagli enti, dalle organizzazioni, dai cittadini e volontari del territorio in relazione ai temi del progetto.
L’incontro è stato moderato da professionisti del progetto utilizzando un modello chiamato World Café, un metodo semplice ed efficace nel dar vita a conversazioni informali, vivaci e costruttive, su questioni e temi che riguardano la vita di un’organizzazione o di una comunità.
L’obiettivo è stato spiegare agli enti e alle associazioni strutturate o di volontari che cos’è il progetto #com.viso e l’importanza di aprire dei tavoli di riflessione e dialogo su come sia possibile migliorare la qualità della vita della popolazione fragile (anziani ed adulti in difficoltà) che vive nei territori montani e marginali attorno al Monviso.

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Hanno partecipato all’incontro 36 persone e le domande su cui si è lavorato sono le seguenti:
1)“Chi sono per te le persone fragili che abitano la Valle Varaita? Che caratteristiche hanno?” 2) “Quali sono i bisogni relazionali , e sociali delle persone fragili?
3) “Cosa servirebbe fare per incontrare e stare in relazione con le persone fragili nel tempo? In che modo tu e la tua organizzazione potreste contribuire?”

DI SEGUITO LE RISPOSTE:

1. “Chi sono per te le persone fragili che abitano la Valle Varaita? Che caratteristiche hanno?”

Secondo la platea le persone fragili in valle sono innanzitutto anziani e adulti in difficoltà, in particolare adulti rimasti senza lavoro e con dipendenze. Questi adulti non partecipano alla vita sociale di comunità e tendono ad un progressivo isolamento. Le fragilità non riguardano categorie predefinite ma dipendono dalle condizioni di vita anche temporanee delle persone. Possono quindi essere in condizioni di fragilità
bambini, adulti e anziani. Riguardo alle persone anziane che abitano l’alta valle si segnala che per poterle aiutare occorre innanzitutto capire il modo in cui vivono, in quanto la mentalità e lo stile di vita richiedono particolare attenzione e tempo per acquisire la loro fiducia e poter instaurare relazioni d’aiuto.
Tra le cause della fragilità vengono riconosciute la malattia e l’isolamento (sia per il giovane che l’anziano),le dipendenze, la povertà e la violenza in famiglia.
La platea evidenzia inoltre come le tipologie di fragilità impattino in maniera diversa a seconda del contesto. Ad esempio nell’alta valle lo spopolamento determina maggiori problematiche di isolamento delle persone anziane, mentre la media e la bassa valle, percepite come realtà economicamente più sviluppate, vivono fragilità diverse.

2. “Quali sono i bisogni relazionali, e sociali delle persone fragili?
Il primo bisogno individuato dalla platea è quello di costruire relazioni di fiducia per superare la diffidenza che ostacola la possibilità di entrare in relazione con le persone. Ad esempio l’utilizzo del dialetto locale può facilitare l’apertura verso l’altro.
Viene segnalata l’importanza della cura di occasioni di aggregazione quale ad esempio ripristinare i momenti di utilizzo del forno comune che creavano condivisione e socialità naturale.
Un obiettivo sul quale lavorare è rendere maggiormente inclusive le attività già presenti sul territorio alle quali difficilmente partecipano le persone e le famiglie più fragili che vivono in condizioni di marginalità.
La platea segnala quanto le rigide condizioni ambientali invernali aggravino le situazioni di isolamento e fragilità soprattutto per le persone anziane.

3. “Cosa servirebbe fare per incontrare e stare in relazione con le persone fragili nel tempo? In che modo tu e la tua organizzazione potreste contribuire?”
In generale emerge una richiesta di servizi più efficienti e più facilmente accessibili. Viene portato l’esempio del servizio infermieristico che esiste ma è più difficilmente fruibile dalle persone dell’alta valle. Occorre lavorare per costruire relazioni di fiducia e superare la diffidenza tra persone che non si conoscono.
Servirebbe anche sviluppare una maggiore collaborazione tra i servizi deputati ad occuparsi della fragilità delle persone e i soggetti della comunità. Creare una rete di solidarietà sociale con la funzione di “sentinelle” e cioè in grado di comunicare tempestivamente eventuali difficoltà rilevate sul territorio. La prospettiva è quella di animare una comunità che si prenda cura dell’altro.
Il gruppo segnala l’importanza di lavorare sulla continuità e durata nel tempo delle relazioni d’aiuto instaurate a livello territoriale, sia da parte dei servizi che di eventuali volontari e sempre in stretta relazione con la realtà in cui vive la persona fragile.
Rispetto alle associazioni, si osserva che tendono a creare dinamiche esclusive ed occorrerebbe lavorare per un maggior orientamento delle stesse verso l’altro.
E’ importante anche valorizzare i momenti di condivisione e socialità quali occasioni di sviluppo del senso di appartenenza sia per la comunità che per le persone che vivono in condizioni di marginalità.
Infine si ribadisce l’importanza di mantenere e rafforzare i servizi di assistenza domiciliare.

 

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VALUTAZIONE DELLA GIORNATA

E’ stato chiesto ai partecipanti di esprimere in uscita una valutazione anonima del momento formativo applicando dei post it all’interno di un cartellone con i segni “+ impressioni positive” “- cose che non hanno funzionato/critiche” “ ! consigli per il futuro “ “?dubbi/ perplessità” e questi sono i risultati:

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“+ impressioni positive”
Interessante serata. Da rifare!
Serata molto piacevole e costruttiva. Secondo me ottima partenza. Sicuramente insieme si lavora meglio e lo vedo anche come un modo per unire diverse comunità.
Bella occasione per scambiarsi idee liberamente.
Interazioni.
Molto interessante, difficile da risolvere. Importante è provarci.
Serata da ripetere! Da fare c’è molto, il coinvolgimento deve essere di tutte le associazioni. Innanzitutto bisogna capire e comprendere (la mancanza). Mancanza in senso di rassegnazione. L’anziano si sente inutile e a volte si abbandona a se stesso.
E’ stato un buon inizio.
La serata è stata positiva perché si è provato a dare idee.
Molto interessante la discussione con diverse persone, speriamo in un buon esito che possa servire.
Interessante modalità per estrapolare i dati e per creare un’atmosfera produttiva.
Credo sia stata utile per scambiare idee! Spero serva veramente.
Serata molto interessante. Si è parlato di argomenti importanti con persone che non si conoscevano. Serata OK! Aspettiamo le vostre idee.
Secondo me è stata una serata molto interessante proprio perché abbiamo avuto un confronto con le “autorità” al nostro pari. Se questo progetto riesce ad avere uno sbocco, secondo me si può aiutare molta gente (dal giovane all’anziano).
Serata positiva, ma senza la disamina del progetto con le sue linee guida.
Esperimento molto interessante, da riproporre. Quasi terapeutico. Molto interessante il discorso delle “sentinelle”.
La serata molto coinvolgente e interessante.
Positivo l’incontro con persone diverse della valle e operatori.
Serata molto importante per sentire le opinioni di gente che vive in montagna.

ptr

“- cose che non hanno funzionato/critiche”
Molto da perfezionare.
Bisogna capire di più il progetto.
Sui progetti manca comunicazione dalle istituzioni. In attesa di cose più concrete.
Speriamo non sia la sola serata e serva a risolvere almeno una cosa.

rpt

“ ! consigli per il futuro “
La soluzione in Valle Varaita è rompere le mentalità e l’ignoranza.
Coinvolgere i giovani della valle ma anche i volontari di servizio civile in attività attraverso la formazione e la possibilità di sviluppo dell’assistenza dato che la popolazione anziana in futuro aumenterà.
Per i giovani: cercare di reinventare un lavoro!! + lavoro – fragilità!!
Se l’obiettivo del CMS è quello di “attrarre” la collaborazione di gruppi ed organizzazioni locali è necessario chiarire il “ come”, perché ad alcuni di noi non è chiaro il progetto.

rpt

“?dubbi/ perplessità”
Penso sia una bellissima iniziativa ma ancora con molti ???
Da fare: più serate, più coinvolgimento e poi proporre ai cittadini.
Tempistiche di attuazione e risorse umane da impiegare.
Difficile trovare la via giusta per aiutare … magari insieme e non giudicando.

FRAGILI: indagine sul contesto

Interviste Sindaci e Amministrazioni Comunali Valle Varaita
per il progetto #COM.VISO (SOGGETTI FRAGILI) – Maggio 2018

Bassa Valle-Varaita: Piasco e Rossana
Media Valle-Varaita: Venasca, Isasca, Brossasco, Melle e Frassino
Alta Valle-Varaita: Sampeyre, Casteldefino, Bellino e Pontechianale

La prima fase del progetto ha come obiettivo l’analisi del territorio, incontrare le amministrazioni locali (sindaci e assessori), presentare il progetto #COM.VISO (SOGGETTI FRAGILI) e fare alcune domande di carattere informativo e capire insieme a loro i bisogni di ogni territorio sul target di riferimento.

Per soggetto fragile si intende la condizione di persona anziana o adulto in difficoltà (disabilità, dipendenza, situazione famigliare debole ..) che diviene maggiormente penalizzante nel contesto montano “quando è associata ad una collocazione abitativa decentrata rispetto ai principali centri vallivi, che aumentano le difficoltà di accesso ai servii e di isolamento sociale e relazionale” (Com.Viso/descrizione dettagliata – IT/gennaio 2017). Lo spopolamento ha concorso a rendere ancora più difficile tale condizione perché le borgate spesso si presentano vuote, con le abitazioni chiuse senza opportunità di contatti umani e di occasioni aggregative.

Si è partiti dalle informazioni sulle risorse esistenti, quindi capendo quali sono le associazioni del territorio che fanno attività, momenti socialità,quindi, gli eventi e le iniziative che aggregano la comunità e quali sono di conseguenza i luoghi di incontro. Nella seconda parte ci si è focalizzati sulle risorse che mancano, più specificatamente che cosa manca per i target fragili rispetto alle attività ai luoghi e gli spazi. L’ultima fase è l’indagine sul futuro, come aumentare il coinvolgimento delle persone fragili e cosa può fare la comunità per supportarli.

La risposta delle amministrazioni è stata positiva e interessante,il tema è molto sentito ed è emersa soprattutto la mancanza di personale e di progetti che si occupino di loro, la mancanza di risorse economiche che porta alla difficoltà nella non realizzazione di eventi o attività destinate a loro e soprattutto la difficoltà negli spostamenti in alta Valle (dalla borgata al centro paese). La mentalità chiusa, la mancata volontà dei fragili di aprirsi all’altro (la paura dell’altro), la mancanza di luoghi e di spazi di aggregazione ed il troppo benessere che porta alla mancanza di aiuto reciproco e all’idea del “fare da soli”.

Per il futuro l’idea è quella di valorizzare l’esistente, aumentare i momenti di condivisione e di aggregazione (raccogliere testimonianze sul passato,foto, video e renderle evento pubblico ), creare una trattoria sociale (sedersi ai tavoli insieme a più persone, invece che soli), valorizzare lo stare insieme organizzando semplici momenti conviviali e di socialità, ridare valore alle feste di paese adattandole ai giorni nostri a cui queste persone possano partecipare e sentirsi parte della comunità .