HANGAR Lab – reinventare il futuro

Tra il dire e il fare.  Portaci la tua idea!

“Hangar reinventare il futuro” propone un percorso di laboratori con l’obiettivo di fornire strumenti tecnico gestionali applicati alla progettazione culturale e sociale. Le attività si inseriscono nell’ambito delle attività di formazione prevista dal progetto Alcotra #com.viso che vuole offrire ai giovani del territorio un’opportunità di sviluppo imprenditivo delle idee.

Le iscrizioni e candidature termineranno lunedì 22 ottobre alle ore 12. I selezionati verranno comunicati Mercoledì 24 ottobre.

LUOGO: Spazio Giovani – piazza Montebello 1 – 12037 SALUZZO
CONTATTI: Approssimazioni – 3662577022 – approssimazioni@gmail.com

GIOVEDÌ 18 ottobre:
18:30 : PRESENTAZIONE PROGETTO FORMATIVO
19:30 : Aperitivo

Venerdì 26 ottobre:
9.00 – 13.00 | BUSINESS MODEL CHE?
Che cos’é il business model canvas: descrizione degli strumenti gestionali per monitorare obiettivi e risultati attesi.
Francesca Vanzetti
Da 20 anni si occupa di progettare e gestire servizi di supporto all’imprenditorialità per enti pubblici e soggetti privati. Idea e realizza momenti di animazione territoriale, workshop sul fare impresa, sul business model canvas, sul business plan, sull’analisi della fattibilità economico-finanziaria dei progetti. Competenze che mette ogni giorno a disposizione di Hangar.

14.00 – 18.00 | L’IDEA NON BASTA
Che cos’é un progetto culturale: obiettivi, strategie e risultati attesi, definizione del portfolio prodotti.
Giovanni Campagnoli
Docente di economia, formatore, ricercatore e consulente di processo per start up innovative culturali e sociali, è l’esperto di project management di Hangar. Specializzato sui temi della rigenerazione urbana, con uno sguardo attento alle politiche giovanili, ha firmato il libro “Riusiamo l’Italia. Da spazi vuoti a start up culturali e sociali”, edito dal Gruppo24ore. Per il Mibact cura l’Osservatorio on line per il riuso degli spazi a fini creativi, artistici e culturali

Venerdì 9 novembre
9.00 – 13.00 | CHI MI AMA MI SEGUA.
Chi sono i tuoi potenziali donatori? Organizzazione e individuazione di una strategia di fundraising.
Alberto Cuttica
Esperto di pianificazione della raccolta fondi, è docente in corsi universitari, seminari, workshop a livello nazionale e internazionale su tematiche legate a fundraising, crowdfunding, progettazione, gestione e rapporti profit/non profit. Socio dell’Associazione Italiana Fundraiser, si occupa di filantropia strategica e di analisi e sviluppo organizzativo.

14.00 – 18.00 | MA COME TE LO DEVO DIRE?
Branding e posizionamento per una strategia di comunicazione offline e digitale.
Sara Bigazzi
Esperta di strategie di comunicazione, brand care e design thinking, svolge attività di consulenza e formazione per grandi marchi, enti pubblici e privati, in ambito profit e non profit. È ideatrice e organizzatrice del Freelance Day e per Hangar ha concepito svariati format fra cui il Culture Innovation Day, una giornata evento sui temi dell’innovazione per la cultura.

Venerdì 23 novembre
10.00 – 13.00 | COSA C’E’ DI NUOVO?
L’avvio di imprese creative culturali e sociali tra innovazione e tradizione.
Matteo Bartolomeo
Laureato in Economia e Commercio, ha conseguito un Master europeo in gestione ambientale. Esperto di innovazione sostenibile, green economy e stakeholder engagement e corporate social responsibility, è tra i fondatori della società Avanzi, di cui oggi è Presidente. Docente a contratto in Economica dell’Ambiente e dei Beni Pubblici (Facoltà di Architettura e Società) al Politecnico di Milano. Valutatore per la European Agency for Competitiveness and Innovation, agenzia della Commissione Europea.

14.00 – 18.00 | INSIEME CE LA FAREMO, DIVISI CADREMO.
Cultura, sviluppo locale e valorizzazione del territorio attraverso costruzioni di reti.
Bertram Niessen
Segue lo sviluppo di cheFare, prima come Project Manager ed oggi come Direttore Scientifico e Presidente. In quanto docente, autore e progettista si occupa di uno spettro ampio di argomenti: spazi urbani, economia della cultura, DIY 2.0 e manifattura distribuita, culture della rete e della collaborazione, innovazione dal basso, arte elettronica. Al cuore di tutto c’è un forte interesse per l’intersezione tra cultura, tecnologia e società, e la convinzione che ci sia il bisogno di nuove forme di azione sociale e politica.

Venerdì 30 novembre
14.00 – 18.00 | TIRIAMO LE SOMME
CO-CREATIVE LAB
I Co-creative Lab sono laboratori di incontro tra professionalità e settori diversi per lo sviluppo di idee innovative. Laboratorio finale “co-creative lab” sul potenziale di sviluppo locale con il mix tra cultura, welfare e turismo sostenibile ed enogastronomia (con Alberto Cuttica e Francesca Vanzetti).

Annunci

Scambio di competenze

#com.viso impatta fortemente su Saluzzo perché andrà a sostenere la creazione di un centro giovani di matrice europea. Un luogo nel quale non si fanno cose per i giovani, ma i giovani operano e contribuiscono al benessere della comunità attraverso proposte ed iniziative direttamente attivate e gestite da loro. Una grande centrale operativa del territorio capace di essere punto di riferimento culturale. Paolo Caraccio, il comandante della nave, ha quindi proposto di organizzare due giornate di formazione orizzontale è condividere metodi e le modalità di gestione di gruppi per facilitare i processi decisionali utilizzati nei rispettivi versanti del Monviso, e definire quindi uno strumento essenziale dell’animatore sociale. Vogliamo qui di seguito descrivere gli elementi più significativi.

1.jpg

METAPLAN. Un metodo formale che tende a contenere la dimensione espressiva a favore di quella ragionata. Facciamo un esempio. Scrivete un post-it per ogni domanda. Ad esempio: quali sono gli scopi dell’animazione partecipativa? Ogni partecipante risponde e l’animatore raccoglie tutti i post-it, cioè i pensieri individuali, che verranno letti pubblicamente e appiccicati su un wall. Successivamente i partecipanti vengono invitati ad avvicinarsi alla lavagna. Istintivamente ognuno andrà a cercare i post-it che esprimono un concetto simile al proprio. Si procederà quindi spostando il proprio pensiero per avvicinarlo ai post-it più prossimi. Seconda domanda. Seconda selezione. E’ importante che l’animatore non intervenga affinché la strada non sia contaminata dalla leadership, ma resti un processo orizzontale. Si procede nello stesso modo per ogni domanda fino al termine della ricerca. L’obiettivo del metaplan non è raggiungere un risultato definito, ma far confluire le idee in una direzione finalizzata ad una sintesi comune. Il metaplan è molto efficace quando ci si trova ad operare in un gruppo estremamente eterogeneo.

ABACO DI REGNIER. Uno strumento visivo che viene spesso utilizzato nella gestione dei gruppi perché facilita il processo decisionale e la contrattazione collettiva. E’ stato inventato da François Régnier, dottore in medicina. Le prime versioni erano costituite da una griglia e da cubi colorati. La versione informatica consente un’elaborazione più rapida delle informazioni. Funziona così: viene proposta una serie di affermazioni ad un gruppo di persone, anche numeroso. Ogni partecipante risponde a ciascuna affermazione usando un codice colore, dal verde al bianco, a seconda del valore di riconoscibilità nell’affermazione. Ogni risposta viene raccolta in una griglia in cui progressivamente prende forma la geografia del gruppo fino a definire i caratteri maggioritari e quindi identitari.

P1320264

WORLD CAFE’. Un metodo semplice ed efficace nel dar vita a conversazioni informali, vivaci e costruttive, su questioni e temi che riguardano la vita di un’organizzazione o di una comunità. Deve essere comunicato e gestito come un evento. Ogni world café ha quindi un nome e una gestione precisa anche in termini di allestimento. Viene ricreata l’ambientazione intima e accogliente di un caffè, con tavolini rotondi adatti ad ospitare ognuno dalle 4 alle 6 persone. I tavolini sono disposti in modo libero in una stanza e sono dotati di materiali per annotare, disegnare, scrivere, in altre parole, per fissare le idee. Ha delle regole precise: 1) concentrati su ciò che è importante; 2) contribuisci con le tue idee; 3) appassionati; 4) non giudicare; 5) ascolta per comprendere; 6) connetti le tue idee a quelle degli altri; 7) lascia una traccia; 8) divertiti. Si lancia una suggestione, uno stimolo che deve essere preciso perché condizionerà la discussione in modo determinante. Ad esempio un video, una lettura, una canzone. Presso ogni tavolo rimane un “oste” che dovrà sollecitare l’intervento di tutti i partecipanti e registrare la discussione. L’oste porge la prima domanda e ogni tavolo discute. Per per ogni discussione c’è un tempo a disposizione di circa 10 minuti al termine dei quali si cambiano i tavoli e si prosegue la discussione. L’oste ha il compito di sintetizzare la discussione al gruppo successivo in modo da favorire la contaminazione e lo scambio di idee tra un gruppo e l’altro. Il processo si conclude con una sessione plenaria in cui agli interventi di restituzione si aggiungono i commenti dei singoli partecipanti a proposito delle scoperte fatte.

 

Inizia la formazione

logoHANGAR

Oggi abbiamo iniziato a studiare.  Ci siamo riuniti nella Sala degli Specchi della Fondazione Amleto Bertoni per fare brainstorming totale e riflettere insieme a Giovanni Campagnoli* e Hangar Piemonte sulle modalità più opportune per raggiungere i nostri obiettivi. Per creare luoghi adeguati a realizzare processi e progetti di comunità che partano dai giovani stessi, Giovanni Campagnoli, fornisce una chiara definizione degli “spazi giovanili di matrice europea”: sono “luoghi che nascono per rispondere in particolare al bisogno dei giovani di incontrare coetanei, ma anche di svolgere attività che soddisfino le loro aspettative creative, di confronto anche con il mondo adulto, che offrano la possibilità di partecipare attivamente alla vita del luogo stesso e della comunità locale, l’apprendimento, l’orientamento, l’acquisizione di competenze e l’assunzione di un ruolo sociale nell’ambito della propria comunità”. Sono quindi “strutture guidate da animatori socioeducativi in cui tutti i giovani, inclusi quelli non appartenenti ad alcuna organizzazione ed i giovani con minori opportunità, possono incontrarsi, creare ed essere coinvolti in progetti” di crescita collettiva.

.

*Autore di Riusiamo l’Italia, consulente di Hangar piemonte e project manager che lavora in spazi “non convenzionali” di accelerazione di start up giovanili innovative, in ambito culturale e creativo.