prove di benchmarking

La carovana si da appuntamento alle 9.30 a Torino. Ad aspettarci Valeria Dinamo e Valeria Spada di Hangar Piemonte. Saranno loro i ciceroni di questa giornata di studio degli spazi più innovativi che offre la città. Il primo che visitiamo è Toolbox Coworking, un hub creativo dedicato al lavoro che promuove la collaborazione, la serendipity e la cross-disciplinarietà, una vera e propria piattaforma abilitante per dare forma a nuove idee di business, allargare la rete professionale e dare forza ai progetti. Alla base di Toolbox c’è un’idea imprenditoriale forse un po’ distante dalle logiche del nostro progetto, ma ci portiamo a casa alcune intuizioni molto utili. Per esempio che il senso del coworking è fare massa critica oltre a creare una comunità di professionisti. Per esempio che è fondamentale lavorare sulla creazione dei significati, dichiarare i valori di cui si è veicolo e lavorare sulla rassicurazione emotiva di ci frequenta uno spazio. Che cosa significa per la gente frequentare uno spazio? Più la risposta è organizzata, più lo spazio funziona.

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Seconda manche. Social Fare, rinascimenti sociali, il Centro per l’Innovazione Sociale che progetta e supporta idee e soluzioni innovative per rispondere alle sfide sociali contemporanee. Un hub di innovatori sociali che applicano il design sistemico e il design thinking per portare sul territorio sperimentazioni scalabili capaci di sviluppare servizi di comunità, accelerino imprenditorialità sociale, costruiscano sostenibilità, reti e finanza a impatto sociale.

Pausa pranzo. Ci spostiamo ai laboratori di Barriera in Via Baltea 3, un luogo multifunzionale con laboratori artigianali, un’attività di ristorazione e spazi per i servizi per i cittadini ed il quartiere. Sorge nei locali di una ex tipografia storica della città che è stata completamente riqualificata ed oggi offre spazi ed emozioni a misura d’uomo. Via Baltea 3 ha come scopo quello di riuscire a integrare le attività commerciali e produttive con un’attenzione particolare all’aspetto della socialità e della costruzione di relazioni solidali e di qualità. Uno dei fili conduttori è quello della produzione e autoproduzione: nei Laboratori di Barriera si producono beni e servizi, ma sono anche luoghi in cui si intende promuovere il riciclo, l’autoriparazione, il risparmio dei consumi, lo scambio.

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Poco distante si trova Open Incet, il Centro di Open Innovation della città di Torino. Una piattaforma per l’incrocio tra domanda e offerta di innovazione, un ponte di collegamento tra ecosistemi per l’innovazione a livello internazionale, Open Incet è un centro per trasformare idee, ricerca e tecnologia in valore condiviso per il territorio e i suoi attori economici e sociali. Pensato come una piattaforma di incrocio tra domanda e offerta di innovazione, Open Incet si propone di diventare un punto di intersezione tra realtà diverse, in cui sviluppare un linguaggio comune tra pubblico e privato, tra innovatori e imprese consolidate, con la finalità di aumentare il potenziale d’innovazione sociale e tecnologica del territorio e l’attrazione di investimenti nazionali ed internazionali nell’area torinese.

Ultima tappa della giornata intensa è la Lavanderia a Vapore, nuovo centro regionale della danza, residenza artistica che unisce il rilancio di uno spazio sull’area metropolitana a processi strutturati di sostegno alla creazione emergente. Un luogo denso di significati, collocato nei magnifici spazi ristrutturati della lavanderia di quello che era il più grande ospedale psichiatrico di Italia. Oggi il centro è riconosciuto a livello nazionale e internazionale, grazie a una innovativa politica di gestione basata sul rinnovamento dei processi creativi e al confronto artistico, secondo il modello dei centri coreografici europei.

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