WORLD CAFE’ ALTA VALLE VARAITA – report

Il 4 ottobre alle 18,30 il Consorzio Monviso Solidale ha organizzato un apericena gratuito al Monte Nebin (Sampeyre) per approfondire le tematiche del progetto ALCOTRA #com.viso e aprire una discussione sulle strategie che possono essere messe in campo in alta Valle Varaita dagli enti, dalle organizzazioni, dai cittadini e volontari del territorio in relazione ai temi del progetto.
L’incontro è stato moderato da professionisti del progetto utilizzando un modello chiamato World Café, un metodo semplice ed efficace nel dar vita a conversazioni informali, vivaci e costruttive, su questioni e temi che riguardano la vita di un’organizzazione o di una comunità.
L’obiettivo è stato spiegare agli enti e alle associazioni strutturate o di volontari che cos’è il progetto #com.viso e l’importanza di aprire dei tavoli di riflessione e dialogo su come sia possibile migliorare la qualità della vita della popolazione fragile (anziani ed adulti in difficoltà) che vive nei territori montani e marginali attorno al Monviso.

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Hanno partecipato all’incontro 36 persone e le domande su cui si è lavorato sono le seguenti:
1)“Chi sono per te le persone fragili che abitano la Valle Varaita? Che caratteristiche hanno?” 2) “Quali sono i bisogni relazionali , e sociali delle persone fragili?
3) “Cosa servirebbe fare per incontrare e stare in relazione con le persone fragili nel tempo? In che modo tu e la tua organizzazione potreste contribuire?”

DI SEGUITO LE RISPOSTE:

1. “Chi sono per te le persone fragili che abitano la Valle Varaita? Che caratteristiche hanno?”

Secondo la platea le persone fragili in valle sono innanzitutto anziani e adulti in difficoltà, in particolare adulti rimasti senza lavoro e con dipendenze. Questi adulti non partecipano alla vita sociale di comunità e tendono ad un progressivo isolamento. Le fragilità non riguardano categorie predefinite ma dipendono dalle condizioni di vita anche temporanee delle persone. Possono quindi essere in condizioni di fragilità
bambini, adulti e anziani. Riguardo alle persone anziane che abitano l’alta valle si segnala che per poterle aiutare occorre innanzitutto capire il modo in cui vivono, in quanto la mentalità e lo stile di vita richiedono particolare attenzione e tempo per acquisire la loro fiducia e poter instaurare relazioni d’aiuto.
Tra le cause della fragilità vengono riconosciute la malattia e l’isolamento (sia per il giovane che l’anziano),le dipendenze, la povertà e la violenza in famiglia.
La platea evidenzia inoltre come le tipologie di fragilità impattino in maniera diversa a seconda del contesto. Ad esempio nell’alta valle lo spopolamento determina maggiori problematiche di isolamento delle persone anziane, mentre la media e la bassa valle, percepite come realtà economicamente più sviluppate, vivono fragilità diverse.

2. “Quali sono i bisogni relazionali, e sociali delle persone fragili?
Il primo bisogno individuato dalla platea è quello di costruire relazioni di fiducia per superare la diffidenza che ostacola la possibilità di entrare in relazione con le persone. Ad esempio l’utilizzo del dialetto locale può facilitare l’apertura verso l’altro.
Viene segnalata l’importanza della cura di occasioni di aggregazione quale ad esempio ripristinare i momenti di utilizzo del forno comune che creavano condivisione e socialità naturale.
Un obiettivo sul quale lavorare è rendere maggiormente inclusive le attività già presenti sul territorio alle quali difficilmente partecipano le persone e le famiglie più fragili che vivono in condizioni di marginalità.
La platea segnala quanto le rigide condizioni ambientali invernali aggravino le situazioni di isolamento e fragilità soprattutto per le persone anziane.

3. “Cosa servirebbe fare per incontrare e stare in relazione con le persone fragili nel tempo? In che modo tu e la tua organizzazione potreste contribuire?”
In generale emerge una richiesta di servizi più efficienti e più facilmente accessibili. Viene portato l’esempio del servizio infermieristico che esiste ma è più difficilmente fruibile dalle persone dell’alta valle. Occorre lavorare per costruire relazioni di fiducia e superare la diffidenza tra persone che non si conoscono.
Servirebbe anche sviluppare una maggiore collaborazione tra i servizi deputati ad occuparsi della fragilità delle persone e i soggetti della comunità. Creare una rete di solidarietà sociale con la funzione di “sentinelle” e cioè in grado di comunicare tempestivamente eventuali difficoltà rilevate sul territorio. La prospettiva è quella di animare una comunità che si prenda cura dell’altro.
Il gruppo segnala l’importanza di lavorare sulla continuità e durata nel tempo delle relazioni d’aiuto instaurate a livello territoriale, sia da parte dei servizi che di eventuali volontari e sempre in stretta relazione con la realtà in cui vive la persona fragile.
Rispetto alle associazioni, si osserva che tendono a creare dinamiche esclusive ed occorrerebbe lavorare per un maggior orientamento delle stesse verso l’altro.
E’ importante anche valorizzare i momenti di condivisione e socialità quali occasioni di sviluppo del senso di appartenenza sia per la comunità che per le persone che vivono in condizioni di marginalità.
Infine si ribadisce l’importanza di mantenere e rafforzare i servizi di assistenza domiciliare.

 

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VALUTAZIONE DELLA GIORNATA

E’ stato chiesto ai partecipanti di esprimere in uscita una valutazione anonima del momento formativo applicando dei post it all’interno di un cartellone con i segni “+ impressioni positive” “- cose che non hanno funzionato/critiche” “ ! consigli per il futuro “ “?dubbi/ perplessità” e questi sono i risultati:

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“+ impressioni positive”
Interessante serata. Da rifare!
Serata molto piacevole e costruttiva. Secondo me ottima partenza. Sicuramente insieme si lavora meglio e lo vedo anche come un modo per unire diverse comunità.
Bella occasione per scambiarsi idee liberamente.
Interazioni.
Molto interessante, difficile da risolvere. Importante è provarci.
Serata da ripetere! Da fare c’è molto, il coinvolgimento deve essere di tutte le associazioni. Innanzitutto bisogna capire e comprendere (la mancanza). Mancanza in senso di rassegnazione. L’anziano si sente inutile e a volte si abbandona a se stesso.
E’ stato un buon inizio.
La serata è stata positiva perché si è provato a dare idee.
Molto interessante la discussione con diverse persone, speriamo in un buon esito che possa servire.
Interessante modalità per estrapolare i dati e per creare un’atmosfera produttiva.
Credo sia stata utile per scambiare idee! Spero serva veramente.
Serata molto interessante. Si è parlato di argomenti importanti con persone che non si conoscevano. Serata OK! Aspettiamo le vostre idee.
Secondo me è stata una serata molto interessante proprio perché abbiamo avuto un confronto con le “autorità” al nostro pari. Se questo progetto riesce ad avere uno sbocco, secondo me si può aiutare molta gente (dal giovane all’anziano).
Serata positiva, ma senza la disamina del progetto con le sue linee guida.
Esperimento molto interessante, da riproporre. Quasi terapeutico. Molto interessante il discorso delle “sentinelle”.
La serata molto coinvolgente e interessante.
Positivo l’incontro con persone diverse della valle e operatori.
Serata molto importante per sentire le opinioni di gente che vive in montagna.

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“- cose che non hanno funzionato/critiche”
Molto da perfezionare.
Bisogna capire di più il progetto.
Sui progetti manca comunicazione dalle istituzioni. In attesa di cose più concrete.
Speriamo non sia la sola serata e serva a risolvere almeno una cosa.

rpt

“ ! consigli per il futuro “
La soluzione in Valle Varaita è rompere le mentalità e l’ignoranza.
Coinvolgere i giovani della valle ma anche i volontari di servizio civile in attività attraverso la formazione e la possibilità di sviluppo dell’assistenza dato che la popolazione anziana in futuro aumenterà.
Per i giovani: cercare di reinventare un lavoro!! + lavoro – fragilità!!
Se l’obiettivo del CMS è quello di “attrarre” la collaborazione di gruppi ed organizzazioni locali è necessario chiarire il “ come”, perché ad alcuni di noi non è chiaro il progetto.

rpt

“?dubbi/ perplessità”
Penso sia una bellissima iniziativa ma ancora con molti ???
Da fare: più serate, più coinvolgimento e poi proporre ai cittadini.
Tempistiche di attuazione e risorse umane da impiegare.
Difficile trovare la via giusta per aiutare … magari insieme e non giudicando.

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