Si è concluso il primo LAB

Il Mab UNESCO Monviso Youth Camp voleva sensibilizzare i partecipanti, 30 ragazzi italiani e francesi tra i 15 e i 19 anni, sulle tematiche dello sviluppo sostenibile e del Programma MaB UNESCO, e offrire una possibilità unica di incontro, di dibattito e di condivisione con l’obiettivo di rafforzare il loro coinvolgimento nella gestione della Riserva della Biosfera del Monviso, contribuendo a renderli agenti del cambiamento e della promozione di una società più equa e sostenibile. Prevede una sistemazione in tende messe a disposizione dal Comune di Verzuolo e sarà composto da escursioni, attività e workshop durante le quali poter conoscere il territorio e discutere di pratiche da attuare e promuovere localmente per raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile.

Giorno 1 – Abbiamo dedicato le prime ore alla conoscenza reciproca. I ragazzi, nella maggioranza dei casi, non si conoscevano tra loro. C’è stato un primo momento di formazione durante il quale abbiamo visto un cortometraggio significativo e poi siamo partiti. Tappa forzata a Sampeyre per via di una gomma bucata. Parcheggiati i furgoni in borgata Castello siamo partiti alla volta del rifugio Bagnour scortati dalle guardie del Parco del Monviso. Ad attenderci c’era Livio, il gestore, che ci ha dato il benvenuto nonostante la pioggia battente.

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Giorno 2 – Colazione sostanziosa poi via alle attività. La giornata è stata interamente dedicata allo studio della biosfera. Quali sono i punto deboli? Quali i punti di forza? Quali sono le cause della tendenza negativa che sta mettendo a rischio il nostro ecosistema e la vita degli esseri umani? Quali le conseguenze? Poi una lunga ed interessante chiacchierata con Livio ed Elisa, che da 15 anni gestiscono il rifugio: la scelta di vivere e lavorare in montagna.

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Giorno 3 – Si scende dal Bagnour. L’obiettivo è riempirsi gli occhi incontrando persone che hanno scelto di vivere in valle. Esperienze di orientamento valoriale come quella di Gian Luca Garnero che produce miele di alta qualità, gli allevamenti tecnologici dell’azienda agricola Dal Bessé, l’azienda ValVerbe che è cresciuta in equilibrio arrivando a 15 dipendenti, il giovanissimo gruppo degli Antagonisti di Melle che stanno facendo rinascere un paese grazie alle loro politiche imprenditoriali. Abbiamo invece dedicato il pomeriggio alla formazione e sviluppo di consapevolezza sul tema del Camp attraverso il linguaggio teatrale. Il valore di questa iniziativa è stato l’intreccio con un altro progetto Alcotra, Terract, che lavora proprio sulla formazione di attori capaci di promuovere il territorio. In serata rientro al Bagnour in camminata notturna, una stellata meravigliosa sulle nostre teste.

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Giorno 4 – Il compito di Erica ed Andrea è complicato: guidare il lavoro avendo in mente una strada che probabilmente verrà ridiscussa dalle suggestioni dei ragazzi senza perdere di vsta l’obiettivo di restituire alle istituzioni il lavoro svolto. In serata Alberto e Letizia hanno organizzato un piccolo fuoco attorno al quale raccogliere le emozioni vissute dai ragazzi. E’ stato un momento particolarmente forte da un punto di vista emotivo a riprova del fatto che esperienze di questo tipo mettono in gioco senza riserve.

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La descrizione del quinto giorno è riportata egregiamente in un articolo apparso su TargatoCN:

Si è concluso il primo “Mab Unesco Monviso Youth Camp – Giovani per lo sviluppo sostenibile”, campo naturalistico nella Riserva della Biosfera del Monviso al quale hanno preso parte ventidue giovani ragazzi italiani e francesi di età compresa tra i 15 e i 19 anni che risiedono o studiano nel territorio della riserva della biosfera. Quella del Monviso è la prima riserva della biosfera transfrontaliera riconosciuta dal programma Unesco MaB, “man and the biosphere”, teso a promuovere su base scientifica un rapporto equilibrato tra uomo e ambiente attraverso la tutela della biodiversità e le buone pratiche dello sviluppo sostenibile. Dopo cinque giorni di intense attività in valle Varaita, nel cuore del bosco dell’Alevè, i ragazzi hanno fatto proprio il concetto della sostenibilità, riflettendo intorno ad essa in modo molto maturo e consapevole: nella giornata conclusiva del camp hanno infine presentato una serie di proposte elaborate per promuovere stili di vita consapevoli e indirizzati ad uno sviluppo rispettoso dell’ambiente, da raggiungere attraverso quattro obiettivi e numerose azioni per ciascuno di essi. Grazie anche alle visite ad aziende del territorio, che hanno offerto ai ragazzi un punto di vista concreto su cosa vuol dire vivere e lavorare in territorio montano contribuendo alla sua preservazione, tutela – e in molte occasioni anche alla sua rinascita – i ragazzi sono riusciti a superare lo stereotipo di cui spesso è oggetto il concetto di Riserva della Biosfera “MaB”: una certificazione “dinamica” che non è non tanto uno spazio esclusivo di natura protetta quanto piuttosto una porzione di territorio in cui uomo e ambiente naturale convivono in equilibrio. “In questi cinque giorni abbiamo visto una grande crescita nei ragazzi, che hanno cambiato il loro approccio verso il delicato tema dell’ambiente grazie ad attività ludiche, workshop e visite. Vedere crescere la consapevolezza del valore della natura e della necessità di conservarla in ragazzi che nei prossimi anni si prepareranno al loro futuro frequentando l’università in grandi centri urbani è una grande soddisfazione”, dichiarano gli educatori del Consorzio Monviso Solidale e i formatori della Fondazione Santagata per l’Economia della Cultura che hanno accompagnato i ragazzi in questa esperienza. Era presente alla giornata conclusiva del campo anche il direttore del Parco del Monviso, Massimo Grisoli, che a seguito della presentazione delle proposte elaborate dai ragazzi ha rilevato come “grazie alle vostre proposte cambia la prospettiva del cammino del parco per la realizzazione degli obiettivi della MaB: riflessioni e obiettivi concreti come quelli proposti costituiscono un percorso di formazione anche per noi, rendendo più semplice il lavoro da portare avanti, che necessariamente deve essere partecipato. Da oggi il compito del parco è ancora di più quello di accompagnare concretamente la comunità sul percorso della consapevolezza del valore della Riserva della Biosfera Unesco”. Concluso il camp, non si concludono però i lavori indirizzati alla veicolazione di buone prassi per lo sviluppo sostenibile: i ragazzi partecipanti saranno incaricati di presentare i risultati durante un evento di restituzione e confronto con la Riserva della Biosfera transfrontaliera del Monviso e le principali istituzioni del territorio, che si terrà in settembre. Inoltre, da questo primo camp si intende trarre lo spunto per lavorare in direzione dell’apertura di uno spazio sul territorio capace di captare e valorizzare interventi, spunti, stimoli e azioni nella direzione dello sviluppo sostenibile, secondo i dettati dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile. Il campo, che ha ottenuto il patrocinio dell’Unesco e del Comune di Saluzzo e il contributo della Fondazione CRC, è un’iniziativa voluta da una rete di soggetti locali, Parco del Monviso e Fondazione Santagata per l’Economia della Cultura in collaborazione con il Consorzio Monviso Solidale, la Fondazione Amleto Bertoni ed i francesi ACSSQ e MJC, che hanno intrapreso un percorso comune inteso a creare un gruppo di lavoro stabile sulle tematiche dello sviluppo sostenibile. Le attività sono state coordinate da Approssimazioni, il progetto operativo di educazione territoriale della città di Saluzzo. Il campo è stato allestito con il contributo del Comune di Verzuolo, che ha fornito gratuitamente le tende da campo in cui i ragazzi hanno pernottato. Primo laboratorio previsto dal progetto Alcotra #com.viso, è stato pensato come un evento in grado di: sensibilizzare i partecipanti sulle tematiche dello sviluppo sostenibile e del programma MaB Unesco, con l’obiettivo di dare ai giovani una possibilità̀ di incontro, di dibattito e di condivisione; rafforzare la partecipazione dei giovani e il loro coinvolgimento nella gestione della Riserva della Biosfera del Monviso, contribuendo a renderli agenti del cambiamento e della promozione di una società più equa e sostenibile; far vivere un’esperienza di gruppo unica con coetanei italiani e francesi, all’aperto e a stretto contatto con la natura, sotto la guida di educatori professionisti.

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